BOLDRINI TWITTA “GRAZIE MATTARELLA” E ARRIVANO SUBITO LE REPLICHE: ANCORA PARLI?

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Quelli di Liberi e Uguali un po’ ci avevano sperato: avevano cioè fatto sotterraneamente il tifo per un accordo tra M5S e Pd che potesse in qualche modo riportarli sul proscenio della politica da dove erano stati espulsi col voto del 4 marzo. Adesso che forse sta per decollare un governo di opposto segno hanno già individuato quali cartucce sparare: attaccare l’antieuropeismo di Lega e grillini per agitare lo spauracchio del populismo in agguato per volgere al peggio sulle sorti dell’Italia. In realtà già il presidente Mattarella aveva in proposito messo i puntini sulle “i” in un discorso filo-Ue che certo non sarà sfuggito né a Di Maio né a Salvini, i quali si sono ben guardati dall’avanzare anche velati distinguo. Infatti, almeno per ora, il Quirinale vigila sull’intera operazione del governo giallo-verde e da parte di leghisti e Cinquestelle non c’è alcuna intenzione di turbare questo clima.

Ecco allora che si inserisce in queste ore di dialogo e di lavoro diplomatico un tweet velenoso di Laura Boldrini: “Bisogna sottrarsi ai particolarismi e alle narrative sovraniste” Grazie al Presidente Mattarella per l’invito a rifuggire i tentativi di indebolimento del progetto europeo ma anche per determinazione e pazienza con le quali sta gestendo questa complicata fase istituzionale”. Naturalmente le risposte non si sono fatte attendere: “La fase più complicata è stata subire 5 anni della sua presidenza della Camera. Per fortuna ce l’abbiamo fatta! Certo.. non indenni, ma siamo sopravvissuti”, dice Claudio. Altri la invitano a rileggersi l’articolo 1 della Costituzione, altri ancora si chiedono: “Ancora parli?”.

In pratica sembra di capire che d’ora in poi il mantra della sinistra sarà: attenzione al pericolo sovranista. In queste faccende Boldrini del resto è esperta: dopo avere agitato invano lo spettro del pericolo fascista adesso ha trovato un altro nemico contro cui puntare l’indice. E si unisce al pressing delle sinistre su Mattarella perché ponga limiti e paletti all’antieuropeismo dei partiti che hanno vinto le elezioni.

via Secolo d’Italia