BORGHI: “CONFRONTIAMOCI COI 5STELLE, SULL’ECONOMIA CI SONO PUNTI IN COMUNE”

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Il responsabile economico della Lega: “No al reddito di cittadinanza, sì a quello di inclusione com’è già in Lombardia. Sediamoci a un tavolo e poi discutiamo”

“Lo dico dal giorno dopo il voto: l’unico accordo possibile è con il M5S“. Claudio Borghi, consigliere economico di Salvini e neodeputato della Lega, ha già individuato metodo e punti programmatici per blindare l’ipotetico patto. “Quando Salvini mi ha mandato a compilare il programma del centrodestra con i miei omologhi di Forza Italia e Fdi abbiamo usato un metodo”, spiega in un’intervista pubblicata giovedì dalla Stampa: “Ci siamo seduti attorno al tavolo, abbiamo confrontato i nostri programmi, i punti che si sovrapponevano, sui quali c’era l’accordo, passavano. Gli altri, o si provavano a modificare, o, se erano proprio irrinunciabili, si mettevano da parte”.

Farà lo stesso con il M5S? “Appena mi arriva l’input di Salvini, mi siedo a trattare. E di cose compatibili nei due programmi ce ne sono. Il metodo sarebbe lo stesso. Il M5S dice che vuole reddito di cittadinanza e abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione? La Lega dice flat tax e via il pareggio di bilancio? Intanto partiamo dai punti in comune, sugli altri lavoriamo”. La Lega è contraria al reddito di cittadinanza. “Tutto è argomentabile”, precisa Borghi. “Così come l’hanno proposto non funziona, perché è destinato a tutti, magari anche a chi non ne ha bisogno, perché gode comunque di una ricchezza”.

“Un buon compromesso – spiega Borghi – potrebbe essere il reddito di inclusione che sta sperimentando il governo leghista della Lombardia. Non è troppo dissimile dal loro, ne salvi il principio ma almeno lo trasformi in una misura che serve davvero contro la povertà”. Quanto alla flat tax, “il loro programma è un po’ generico sul fisco. Però dicono che vogliono abbattere le tasse”. Per il leghista, “argomenti per sedersi a un tavolo con i grillini ce ne sono. Un programma in comune è fattibile. Dicevano che erano incompatibili anche quelli di Lega e Fi. E invece è bastata una settimana di lavoro…”.

via Il Populista