CALENDA TREMA: “CON LA LEGA AL GOVERNO RISCHIAMO DI NON OBBEDIRE A BRUXELLES”

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Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in un’intervista pubblicata martedì dal Corriere della Sera esprime i suoi timori per un governo a trazione leghista: “Per evitare la procedura per deficit eccessivo, l’Italia in autunno deve fare una manovra per il 2019 con il deficit allo 0,9 per cento del Pil“.

In passato si è sempre rinegoziato ma Calenda è preoccupato: “Qualcosa si può strappare. Ma non il 3 per cento che, tra l’altro, neanche basterebbe per Flat Tax, Reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero. E se poi disinnescano anche gli aumenti Iva? Per i populisti il tempo dei talk show è finito. Sono stati votati anche per distribuire risorse, rovesciando il tavolo a Bruxelles. Ma attenzione, dopo Brexit l’Europa ha un atteggiamento diverso. Fossi la Lega o M5S, non mi aspetterei di ricavare qualcosa facendo sceneggiate a Bruxelles: chi non sta alle regole, si mette fuori dalla costruzione europea”.

Il ministro afferma inoltre che la situazione geopolitica è fragile: “L’Ue ha fronti aperti con Stati Uniti, Russia e Turchia, con i Paesi di Visegrád e con l’Africa sulle migrazioni. Se l’Europa entra in tensione, un attacco sull’Italia può partire rapidamente. Ci sono segnali. Il grande fondo Blackrock per ora non compra più debito italiano”.

Per quanto riguarda, invece, l’esito del voto, che ha espresso una maggioranza contro le regole dell’euro: “Credo che gli italiani continuino a essere europeisti. La crisi però è stata lunghissima. Nell’ultima legislatura tutti gli indicatori sono migliorati in modo sostanziale, ma le ferite erano profonde e non si sono ancora chiuse. La strada giusta è quella degli ultimi governi, le scorciatoie sono attraenti almeno finché non si inizia a percorrerle. Poi ci si accorge che sono anche pericolose”, ha concluso Calenda senza rendersi ancora conto di ciò che hanno chiesto gli italiani col loro voto.

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