CEUTA, 600 IMMIGRATI SFONDANO LE RETI ED ENTRANO IN SPAGNA: CACCA E URINA CONTRO GLI AGENTI

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Spagna in piena emergenza migranti. In 600 immigrati hanno assaltato e superato la recinzione, alta quasi sette metri, che separa il Marocco dall’enclave spagnola di Ceuta. Negli scontri con la polizia spagnola sono rimasti feriti 22 agenti. Si tratta dall’assalto più imponente dal febbraio del 2017, quando ci riuscirono in 850. La Croce Rossa ha soccorso 132 feriti. L’Associazione spagnola delle guardie civili (AEGC) ha riferito che gli immigrati, armati di cesoie e bastoni, “hanno lanciato contro gli agenti oggetti appuntiti, calce, sostanze corrosive, escrementi e urina” e 22 i feriti sono stati trattati per “ustioni chimiche, occhi infiammati, lividi e disturbi respiratori”. Dopo essere entrati in Spagna, i migranti si riversati in strada e hanno raggiunto un vicino centro di accoglienza, in cui si trovano ora 1.200 persone, più del doppio di quante ne possa alloggiare. L’emergenza non riguarda solo Ceuta, ma anche l’Andalusia.

Il sistema di accoglienza nella provincia di Cadice, che si affaccia sullo Stretto di Gibilterra, è al collasso dopo lo sbarco di circa 1.300 persone negli ultimi tre giorni, in particolare nella città di Algeciras, che, avvertono le autorità, “rischia di diventare la nuova Lampedusa”. Oggi, giovedì 26 luglio, altre 329 persone sono state soccorse dalla Guardia costiera spagnola a largo dell’isola di Alboran e nello Stretto di Gibilterra. Si trovavano a bordo di 18 imbarcazioni intercettate. Si tratta per lo più di persone provenienti dall’Africa sub-sahariana, tra loro anche donne e bambini.

A Malaga, che non ha centri di accoglienza, un migliaio di persone arrivate negli ultimi sei mesi sono senza alloggio: si sta cercando di sistemarle in strutture sportive. “Dobbiamo definire azioni per le persone che arrivano sulle nostre coste per non diventare la nuova Lampedusa del Mediterraneo occidentale”, ha avvertito il sindaco di Algeciras (e senatore del Partito Popolare) Josè Ignacio Landaluce, parlando con il quotidiano El Mundo. Landaluce ha invocato un coordinamento con l’Unione europea. “Questo non è un problema del sindaco di Algeciras o del ministro dell’Interno spagnolo, è una questione europea”, ha sottolineato. La situazione più difficile, riporta El Pais, si registra nella baia di Algeciras ma si sta complicando anche in altri comuni andalusi dove l’affluenza degli immigrati via mare dall’Africa ha già superato di gran lunga le capacità dell’apparato di accoglienza.

via Libero