CONVERTITI ALL’ISLAM E SPOSAMI O TI UCCIDO. LEI RIFIUTA: E VIENE SCARAVENTATA DAL 2°PIANO

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Convertiti all’Islam e sposami o ti uccido. E con te uccido anche il resto della tua famiglia. Lei rifiuta e viene brutalmente scaraventata giù dal balcone: e vola giù dal secondo piano… Il racconto reso da il Giornale di una 18renne di fede cristiana minacciata e poi brutalmente punita per essersi rifiutata di obbedire ai diktat del giovane che, nell’ordine, voleva che la ragazza si convertisse al credo islamico, prima, e che lo sposasse, poi, è di quelli che fanno accapponare la pelle. Un orrore che, purtroppo, in molti Paesi, come il Pakistan – dove la storia rilanciata dal quotidiano diretto da Sallusti ha origine – è la drammatica realtà di moltissime donne. Un orrore che, con i flussi migratori, ha trovato casa anche all’interno dei nostri confini: e le tragedie di Hina e di tutte le ragazze come lei, morte perché ribellatesi alla costrizione al credo islamico e alla rigida osservanza dei dettami coranici, lo testimoniano nel più crudo dei modi.

Convertiti all’islam o ti uccido: la giovane rifiuta e vola giù dal balcone

E allora la vittima, protagonista del racconto de il Giornale, stavolta è Binish Paul, un caso il suo, emblematico di tutte le altre donne come lei, costrette al credo islamico. Forzate all’obbedienza coranica, vittime di una violenza psicologica che sempre più diventa punizione fisica e, nel peggiore dei casi, sopraffazione letale. Anche Binish, in spregio del rispetto della vita, della libertà altrui che passa anche per la scelta del proprio credo, del diritto di scegliere chi essere e chi pregare, si è ritrovata quasi a morire per aver detto no, e come scrive il quotidiano milanese, «parla da un letto di ospedale di Karachi la ragazza diciottenne di fede cristiana, che all’inizio di agosto è stata gettata dal secondo piano del suo palazzo da un ragazzo musulmano, Taheer Abbas. È ancora immobilizzata dopo il folle gesto di cui è stata vittima. La furia dell’uomo le è costata gravi fratture alle gambe e alla spina dorsale».

Il coraggio di denunciare da un letto d’ospedale, ancora dolorante

Eppure, massacrata e ancora dolorante Binish non rinnega la sua scelta e trova il coraggio di denunciare quanto le è accaduto. «Ha detto che voleva sposarmi e mi ha chiesto di convertirmi all’Islam», racconta e riferisce il Giornale, ritornando ai drammatici istanti di quel giorno di agosto quando, dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di un giovane, ha visto il suo aguzzino piombare in casa con la pistola in pugno; urlare minacce di morte al fratello e ai suoi genitori,; dirigersi con la furia negli occhi verso di lei, sollevarla e scaraventarla giù dal balcone al secondo piano di casa sua. «Mi ha dato un pugno e mi ha gettato dal balcone», ripercorre la vicenda la ragazza ancora sotto choc e incredula per quanto è stata costretta a subire. «Era venuto per ucciderci», riporta il Giornale che però poi, dopo aver aggiunto che «grazie al lavoro del legale della ragazza», il giovane musulmano protagonista di quella terribile spedizione punitiva, «è finito dietro le sbarre», riferisce anche che, «ottenere giustizia se si appartiene ad una minoranza religiosa è molto difficile in Pakistan». E forse non solo lì…

via Secolo d’Italia