EFFETTO MATTARELLA SUI MERCATI. L’INSTABILITÀ PORTA LO SPREAD A 300. ORA RISPARMI DAVVERO A RISCHIO

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Borsa in caduta libera e spread alle stelle, oltre 300, con le agenzie di rating come Moody’sche preannunciano il downgrade del nostro merito di credito. Ovvio e del tutto prevedibile per chiunque mastichi un po’ di finanza e per una matricola di economia: come poteva andare diversamente dopo il puntiglio anti-Savona e il niet anticostituzionale del presidente della Repubblica al governo giallo-verde ormai pronto a partire? Si poteva pensarla in molti modi su quel governo Conte, sulla bontà del suo programma, sull’esperienza e il curriculum dei suoi membri, sulla sua capacità e idoneità a gestire la complessità… ma certo non si poteva e non si doveva ignorare, lassù sul Colle, che bocciando l’unico governo possibile, faticosamente rabberciato dopo tre mesi di minuetti e giri a vuoto tra i partiti e nel Palazzo, si sarebbe esposto il Paese a un’instabilità di mesi che avrebbe inevitabilmente abbattuto i mercati.

Grave errore di Mattarella, davvero imperdonabile per un politico di lungo corso come lui.

Doveva riunirsi  con i suoi pletorici consiglieri e collaboratori, tra cui forse manca un esperto di finanza e abbondano gli azzeccagarbugli e i politologi, e valutare tutti gli scenari, quelli positivi e quelli negativi, conseguenti alle sue decisioni, come si fa nelle grandi aziende e in qualunque consesso responsabile e avveduto. E doveva facilmente  mettere in conto quanto il suo altezzoso irrigidimento e la sua  autolesionistica prova di forza contro Savona, con conseguente caduta del candidato Conte, sarebbe costato caro in termini di vuoto di potere e instabilità, che è ciò che temono di più i mercati e che scatena gli affari al ribasso della grande speculazione internazionale.

Meglio un governo anche sgradito (e con ministri poco in linea come Savona, comunque gestibili) che nessun governo. Specie considerando con saggezza e avvedutezza che quel niet avrebbe portato ad elezioni e dunque a un vuoto di potere che sarebbe durato mesi.Anche perché scenari alla mano (se li avesse consultati, come avrebbe dovuto) Mattarella doveva sapere bene di non avere un’alternativa pronta e prevedere che non sarebbe stata una via d’uscita realistica la carta del governo tecnico e il nome del mago Cottarelli, un’idea di marketing e comunicazione dal fiato corto estratto con stizza orgogliosa come risposta a Di Maio e Salvini, poiché notoriamente senza maggioranza, potendo contare solo sull’appoggio peraltro incerto dello zigzagante e malfermo Pd.

Effetto Mattarella, dunque. Disastroso e senza via d’uscita. Ed emergenza economico-finanziaria, davanti alla quale ora i partiti non potranno far finta di niente,

Il presidente non c’è ne voglia ma l’ha fatta grossa. E l’emergenza durerà a lungo, con grave danno per quei risparmiatori italiani che l’inquilino del Quirinale con quel discorso  di domenica pomeriggio davanti alle telecamere disse improvvidamente di voler tutelare e difendere dal mostro del governo giallo-verde.Poveri italiani, poveri risparmiatori.

Questo errore sì, la mancata tutela del risparmio,  meriterebbe una messa in stato d’accusa.

via Affaritaliani