I CATTOLICI PRO IMMIGRAZIONE CONTESTANO SALVINI PER L’AQUARIUS

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Matteo Salvini e il goveno gialloverde hanno fatto indignare la Chiesa. Tanti eccleasistici cattolici, siano essi considerati esponenti di primo piano o no, stanno criticando (sempre in modo indiretto) l’esecutivo per la mancata accoglienza della nave Aquarius.

Ieri aveva iniziato il cardinal Gianfranco Ravasi citando il Vangelo:”Ero straniero e non mi avete accolto”, aveva postato su Twitter. Chiaro, anche se non esplicitato, il riferimento all’azione del ministro dell’Interno. Gli aveva fatto eco un altro porporato, il cardinale spagnolo Osoro, che aveva parlato di “chiamata di Cristo all’Europa” in relazione alla vicenda delle 629 persone presenti sull’imbarcazione battente bandiera di Gibilterra.

Prime avvisaglie di quello che sarebbe diventato un vero e proprio “attacco mediatico continuativo” alla decisione di chiudere i porti italiani. Oggi hanno detto la loro anche i frati francescani di Assisi:”Dov’è finita l’accoglienza”, si sono chiesti i seguaci di San Francesco.”Dov’è finita l’umanità? – hanno insistito – . Dov’è finita la fratellanza? Forse sul muro dei pregiudizi e dell’ignoranza. San Francesco li avrebbe accolti come fratelli e sorelle…”.

Per una volta, dopo anni di animate discussioni dottrinali interne, tutta la Chiesa cattolica italiana sembra essersi compattata su un tema: accogliere i migranti, sempre e comunque. Il cardinal Gualtiero Bassetti, vertice della Conferenza episcopale italiana, è stato intervistato da La Stampa. L’arcivescovo di Perugia ha richiamato l’Europa alle sue responsabilità, ma ha anche detto di provare afflizione per il mancato arrivo dei migranti dell’imbarcazione di Sos Mediterranée in Italia:”Dobbiamo però esprimere la nostra sofferenza – ha sottolineato il presidente della Cei – perché non si è potuto accogliere questi nostri fratelli in un porto italiano”.

Il cardinale Montenegro, che è l’arcivescovo di Agrigento, è stato ancor più diretto, se possibile, parlando di “sconfitta della politica”. “L’Europa – ha affermato il porporato italiano – deve prendere atto che nessuno può fermare questi flussi, che sono epocali, e non è chiudendo porti e rimbalzandosi le responsabilità che si troverà una soluzione”. E ancora:”Mi sembra che qui sia come quando in una famiglia ci sono i due genitori che litigano, mentre i piccoli figli chiedono da mangiare – ha chiosato il cardinale -. Questa è gente che vuole vivere. Dovremmo pensare a quelli che sono stati i nostri migranti, nella storia del nostro Paese”. Unione europea e governo italiano, evidenzia Montenegro, dovrebbero pensare a sfamare queste persone piuttosto che litigarsele.

L’immigrazione è dunque un fenomeno irreversibile, davanti al quale le istituzioni politiche dovrebbero solo avere un atteggiamento d’apertura incondizionata. Ma non è quello che pensano i tanti fedeli che sui social network stanno esprimendo tutto il loro disappunto per queste posizioni che vengono definite “migrazioniste”.

La sensazione è che esista una scollatura tra il pensiero degli eccleasistici e buona parte dell’opinione pubblica dei cattolici. La “base”, per usare un termine del tutto improprio, sembra assecondare quanto stabilito dal governo gialloverde. Sul web impazzano i richiami ai passaggi del Catechismo in cui viene delimitato il campo del diritto a emigrare.

Allo stesso modo viene rispolverato un celebre discorso di Benedetto XVI, quello inviato per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato nel 2013. “Nel contesto socio-politico attuale, però, prima ancora che il diritto a emigrare – aveva dichiarato papa Ratinzger in quella circostanza – va riaffermato il diritto a non emigrare, cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra”. Parole citate anche dal ministro Salvini durante queste ore.

I cattolici che hanno detto la loro non lo hanno mai nominato, ma l’obiettivo non dichiarato sembrerebbe essere lui: il ministro che ha optato per una radicale svolta in materia d’immigrazione. Tutti, ma proprio tutti, sono d’accordo nel mandare un segnale all’Europa per far sì che l’Italia non sia più sola nella gestione di questo fenomeno. Questi cattolici pro immigrazione, però, i porti li avrebbero aperti lo stesso. Migrazionismo o applicazione del Vangelo? La discussione è aperta.

via Il Giornale