IL RUGGITO DEL MINISTRO SALVINI

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Pochi giorni, poco tempo per studiare i dossier, e poca dimestichezza con tutto quello che un ruolo come il comando del dicastero degli Interni può comportare, eppure Matteo Salvini ha già mandato un segnale chiaro ed inequivocabile dalla portata storica, l’Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori.Ora però, non è più solo uno slogan d’opposizione. I porti del Bel Paese hanno il lucchetto, gli occhi vigili del Segretario Federale della Lega hanno fulminato l’Europa. Infatti la nave Aquarius, vessillo Gibilterra, con a bordo 600 migranti provenienti dal Nord Africa, non troverà ospitalità nel nostro Paese, ma dovrà essere l’Isola di Malta ad occuparsene, che è logisticamente quella più sicura (la nave si trova a 40 miglia dalle loro coste, e a 100 dalla Sicilia) ma che – in questi anni – è stata riluttante a mantenere fede agli impegni di reciprocità. Una missiva di Salvini alle autorità maltesi ha tagliato corto: “È il vostro il porto più sicuro e Roma non offrirà approdi alternativi.”Negli ultimi due giorni circa mille migranti avevano tentato la via europea, e la tensione sbarchi era cominciata a salire. Tra Reggio Calabria e Pozzallo tre navi con 500 migranti a bordo erano sbarcate nell’imminenza, e l’unica ong ora presente nel Mediterraneo con ancora in sella 629 persone (tra cui 129 minori non accompagnati, 7 donne incinte, ed 11 bambini), è diventata il primo banco di prova tra l’abuso negli arrivi ed il rispetto delle regole.

Una scelta senza precedenti, presa d’accordo con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli, che finalmente dà vero seguito al suggellato contratto per il Cambiamento, tanto vituperato dalle opposizioni e dai media di tutto il mondo per la sua presunta infattibilità. Non ci sono più scuse, alla prima data utile, la schiena dritta del Governo Conte non ha ceduto alla pressione delle resistenze d’apparato.

via Il Populista