IUS SOLI, PD E LEU TEMONO EMORRAGIA DI VOTI E NON NE PARLANO

77

La cittadinanza facile per gli immigrati ha dominato il dibattito per mesi, con i ministri piddini impegnati in un comico sciopero della fame a staffetta. Ora in campagna elettorale il tema è praticamente sparito. Chissà perchè

Leggiamo su Il Populista:

Lo Ius soli non era la priorità per il Paese? La sinistra e i grandi media che la spalleggiano ce l’hanno raccontato in tutte le salse per mesi, con annessa propaganda “di pancia”, secondo i loro parametri, che non si faceva scrupolo a utilizzare bambini. Per Laura Boldrini la mancata approvazione della legge si configurava come “un tradimento per non perdere voti, un’occasione persa per rendere più coesa la nostra società”.

Il PD si prodigava in risibili scioperi della fame a turno, compreso il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che ora dovrebbe spiegarci perché l’Italia va in tilt per pochi centimetri di neve. Ma lui evidentemente aveva altro a cui pensare, appunto l’inedito sciopero della fame a staffetta sbeffeggiato dalla rete: “Per lo Ius soli sciopero da dopo la colazione fino all’ora di pranzo, poi dal pomeriggio fino all’ora di cena, con una pausa per la merenda”. La narrazione imperante puntava sull’emotività dell’elettore, con racconti strappalacrime su atleti a cui veniva negato il sogno olimpico o sui presunti traumi arrecati alle seconde generazioni ancora sprovviste, fino alla maggiore età, del passaporto italiano.

Una martellante campagna mediatica che ha sopraffatto gli italiani per mesi e mesi, al punto che dichiararsi contro la cittadinanza facile diventava eresia politicamente scorretta, con il solito corollario di fantomatiche accuse di vicinanza al razzismo, al fascismo e alla xenofobia. Ribattere che i bambini stranieri godono degli stessi diritti degli italiani, era argomentazione biecamente populista.

Ius soli subito, dicevano a sinistra. Poi sono emersi i sondaggi secondo i quali la maggioranza degli italiani sarebbe apertamente contraria, ed ecco che la litania è cambiata. In campagna elettorale nessuno ha posto un tema che fino a poche settimane fa pareva irrinunciabile. La Boldrini non ne ha fatto menzione durante il confronto televisivo con Salvini. E il suo partito, LeU, ha confinato la vicenda in tre righe del programma, senza capitoli dedicati o una dettagliata argomentazione. Idem per il PD, con Renzi e compagni che si guardano bene dal porre la questione che fa perdere voti. Coerenti come sempre.

via Il Populista