LA SPAGNA “ROSICA” PER L’AUMENTO DEGLI SBARCHI: “L’ITALIA NON PUÒ CHIUDERE I PORTI”

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La linea dura adottata dal governo italiano sul fronte immigrazione inizia a smuovere i Paesi Ue. Il ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell, ieri ha criticato la decisione dell’Italia di chiudere i suoi porti agli immigrati clandestini ed ha sostenuto l’adozione di una politica europea a lungo termine per affrontare la crisi migratoria, che considera “più grave di quella dell’euro“.
Per il capo della diplomazia spagnola, l’Italia avrebbe chiuso le porte agli immigrati in arrivo dalla Libia “in un modo discutibile, che creerà indubbiamente problemi a livello europeo più gravi di quelli creati dai Paesi dell’Est”.
Parlando con la stampa estera, Borrell ha spiegato che la soluzione al problema immigrazione “non può essere una sorta di aggiustamento permanente” per distribuire chi sbarca. Una vera politica migratoria europea sarebbe quella di dire: “Per i prossimi 20 o 30 anni, cosa faremo con gli ulteriori 200 milioni di abitanti che ci saranno nel Sahel? Questo è ciò che cercherò di mettere sul tavolo”, ha annunciato il ministro, che è entrato in carica all’inizio di giugno. L’Unione europea deve condurre “una politica migratoria in loco, nei Paesi di origine, altrimenti trasferiremo solo la pressione da un luogo all’altro”, ha insistito il ministro spagnolo, sottolineando che la chiusura della rotta libica ha dirottato gli gli sbarchi verso il Marocco e la Spagna, dove sono arrivati più immigrati che in Italia dall’inizio dell’anno. Forse è proprio questo il dato che più infastidisce il governo di Madrid, che deve fronteggiare un’emergenza che in Italia è stata purtroppo la normalità per fin troppi anni.
In ogni caso, “la crisi migratoria”, ha avvertito Borrel, “è più difficile da risolvere della crisi dell’euro perché è molto più strutturale, molto più permanente, influenza molto di più gli aspetti emotivi, culturali e di identità. Gli europei non hanno lo stato mentale per affrontarla”.

via Il Primato Nazionale