“LE ONG? SCALMANATE E FUORILEGGE”. ANCHE LUTTWAK STA CON SALVINI

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EDWARD LUTTWAK

Il politologo americano, ospite de La Zanzara, sostiene l’operato del leader leghista: “Sta riportando la legalità”

Edward Luttwak plaude a Matteo Salvini, promuovendolo per come stia affrontando, senza buonismi e alzando anche la voce a livello europeo, l’emergenza sbarchi e l’immigrazione clandestina.

“Salvini? Sta facendo bene, sta cercando di riportare l’Italia alla legalità. Perché se io arrivo a Fiumicino, esigono di vedere il mio passaporto. Per quale ragione se vengono in mille in barca non devono vedere il loro passaporto? L’unica ragione che è permessa dalla legge, è essere profugo di guerra. Il 90% di quelli venuti non sono profughi di guerra” dice il politologo americano ai microfoni di Radio 24, ospite de La Zanzara.

A difesa di Salvini

Luttwak, poi, difende il leader della Lega, nonché neo ministro dell’Interno, dalle accuse – da Saviano alla Boldrini, passando per Leoluca Orlando, solo pe citane tre – di essersi comportato senza umanità e di avere una posizione eccessivamente radicale, vista la linea dura adottata nel caso dela nave Aquarius. L’esperto a stelle e strisce si schiera al suo fianco e punta il dito contro le Organizzazioni non governatie“Le Ong vanno ribattezzate Onc, ovvero Organizzazioni Non Controllate, cioè un gruppo di scalmanati qualsiasi che si sono autoeletti e riescono a persuadere qualche vedova a dargli i soldi, questi si comprano una barca e poi fanno quello che vogliono. Queste persone non sono nella legalità. Il primo dovere di ogni governo è quello di applicare la legge”.

L’attacco a Soros e Strada

Luttwak non si ferma qui e mette nel mirino anche George Soros – “È uno che dice che essere buonista è più importante della volontà del popolo. Lui vuole che i governi mandino a casa il popolo e ne eleggono uno nuovo” – e il fondatore di Emergency, Gino Stada:“Dice che vuol andar via dall’Italia per colpa dei fascisti come Salvini? Giusto, dovrebbe andare in un Paese che ha le opinioni di Gino Strada. Ha sempre pensato che il suo dovere personale fosse quello di aiutare tutti, meno che gli italiani. Lui è andato in Afghanistan, quando un talebano veniva ferito, andava in qualche ospedale sostenuto da Gino Strada per essere curato. Dobbiamo curarli anche se poi escono per andare a uccidere”.

via Il Giornale