LO AMMETTE ANCHE BRUXELLES. TERRORISTI TRA GLI IMMIGRATI

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Ora lo ammette anche Bruxelles: almeno 200mila sono i potenziali terroristi e i criminali entrati in Europa assieme ai migranti con documenti falsi.

Il Commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha «confessato» implicitamente il segreto di Pulcinella: la questione era stata sollevata in un’interrogazione scritta, del 25 giugno scorso, dall’eurodeputato ceco del Ppe Tomá Zdechovský, a cui ha risposto sostenendo che «in base ai dati di Europol, più di 200.000 persone hanno attraversato i confini europei in questo modo l’anno scorso. Gli esperti di sicurezza avvertono che queste pratiche sono una causa di entrata incontrollata di criminali e terroristi nell’Ue».

E mentre nelle ultime ore la Germania decide, in chiave di lotta al terrorismo, di estendere i controlli alle frontiere con Danimarca e Austria (dal prossimo 12 novembre al maggio 2019), anche spaventata dai riverberi che potrebbe avere il dossier migranti nelle elezioni di oggi in Baviera, ecco che in Grecia Mossad e Cia monitorano costantemente i movimenti che in questi giorni stanno trasferendo circa duemila migranti dalle isole ormai al collasso (Lesbos, Kos e Samos) alla terraferma.

Si teme la commistione di possibili jihadisti mescolati tra afghani, pakistani e siriani pronti a bussare alle porte della cellula ateniese dell’Isis. Nella capitale ellenica infatti opera un nucleo terroristico dedito a falsificare i passaporti, e che fu «visitato» nell’agosto 2015 da Salah Abdeslam, uno dei terroristi della strage di Parigi che si imbarcò indisturbato da Bari per la Grecia.

Lo stesso Avramopulos continua a sostenere che i cittadini europei «devono continuare a sentirsi liberi di viaggiare», ma il cambio di passo tedesco, dall’ultra permissivismo della cancelliera Angela Merkel alla nuova intransigenza del ministro dell’Interno Horst Seehofer, è ormai più che avviato.

Un altro allarme era stato lanciato due anni fa dai vertici dell’Interpol, ma in Italia era stato derubricato ad affare di second’ordine.

Era il maggio 2016 e l’Unione Europea inviò super agenti segreti negli hotspot di Italia e Grecia.

Lo rivelò il colonnello Manuel Navarrete, capo del Centro europeo contro il terrorismo (Ectc) nato pochi mesi prima, osservando che «nella gestione delle frontiere c’è sempre una componente di sicurezza», ora a maggior ragione dopo la «decisione dello Stato islamico di mandare terroristi dalla Siria e dall’Iraq per agire in Europa». Quella stessa Europa che, invece, fa ancora orecchie da mercante.

Il perché è presto detto: proprio in Italia spuntano i dati sul business dell’immigrazione. 35 gli euro al giorno che l’Ue offre alle imprese nostrane che ospitano migranti in strutture ricettive o campeggi, ma ne spendono solo 2,5. Il resto lo intascano di netto e per migliaia di migranti o richiedenti asilo fa davvero un bell’incasso.

Non va dimenticato che ogni Prefettura ha la responsabilità della gestione dei bandi che hanno per oggetto l’appalto del servizio di assistenza dei profughi e dei richiedenti asilo politico. Come dire che quell’ingente flusso di denaro passa costantemente dalle Prefetture diretto alle cooperative sociali sui territori con numeri da capogiro.

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via Il Giornale