MAI UN “MONTI BIS”, SERVE COERENZA POLITICA

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Forse sarà poco, potrà sembrare una grama consolazione, ma è già tanto visto quello che ci hanno propinato negli ultimi anni, con un guercio uso della Democrazia, abbiamo sospeso gli interessi degli italiani sull’altare della grossa grassa Unione Europea e dei suoi dettami di bilancio.

Oggi si è esaurito l’ennesimo giro di Consultazioni al Quirinale, dove sostanzialmente non è mutata la situazione governativa, ma almeno nei veti si è messo un punto fermo alla volontà partitica di essere impermeabili al richiamo di gestioni tecniche o eterodirette da un qualsivoglia occhio sovranazionale.No a governi tecnici, non li vuole Salvini e non li vuole Di Maio, no a Governi del Presidente, che poi a specchio sono la stessa cosa. Di più, il centrodestra forte del risultato elettorale e del vento positivo che continua a gonfiare le proprie vele, spinge per un preincarico.

È vero, mancano numeri consistenti, ma comunque ne mancano meno che a qualsiasi altro agglomerato possibile in Parlamento. Allora che si dia l’occasione al Carroccio di chiedere agli sparuti drappelli di onorevoli eletti, una fiducia sul programma. Quattro, cinque cose da fare, che passino dalla sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, dall’abolizione della Fornero, la Flat Tax, la riforma dei flussi migratori ecc.

Bisogna stanare chi non ha a cuore le priorità del Paese, o comunque chi, inequivocabilmente, rifiuti una certa visione della società del domani, e che non si ricicli con vacui proclami nella ventura campagna elettorale.

di Andrea Lorusso

via Il Populista