MANCAVA SOLO BENIGNI AD ATTACCARE SALVINI: “FA RIDERE. MA LA SUA NOMINA A MINISTRO FA PENSARE”

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“La satira fa ridere e fa pensare. Salvini è perfetto per la satira. Il suo nome fa ridere. E la sua nomina a ministro fa pensare”. Intervenuto a Forte dei Marmi per ricevere un premio alla carriera, Roberto Benigni è salito sul palco di villa Bertelli per prendere in giro a modo suo i protagonisti della politica italiana. Tra le vittime della sua ironia, il più bersagliato è stato il segretario della Lega, Matteo Salvini, equiparato alla satira per la sua capacità di far ridere e “pensare”. Termine utilizzato dal comico toscano con il chiaro intento di criticarne la nomina a ministro dell’Interno.

Pungente e caustico come sempre. Dopo avere ritirato il premio alla carriera “satira 2018”, il regista de La vita è bella ha dedicato un monologo alla situazione politica italiana. All’inizio, Roberto Benigni ha sbertucciato la cattiva abitudine degli italiani di salire sul carro del vincitore, parlando di “Noi del Movimento 5 Stelle“. Dopo aver messo nel mirino il trolley e il sudore di Carlo Cottarelli durante le consultazioni presidenziali che hanno portato alla formazione del governo Conte, il comico toscano ha ringraziato la giuria per avere “premiato un comico italiano: per quelli stranieri è finita la pacchia”, utilizzando l’espressione impiegata tempo fa da Salvini. A cui Benigni ha rivolto alcune stoccate… mica da ridere.

L’attore, infatti, ha dedicato una parte del suo intervento proprio al segretario leghista. “Che fa ridere e pensare. Matteo Salvini è come la satira: fa ridere. E la sua nomina a ministro fa pensare”. Quindi un richiamo all’emergenza migratoria: “Se continua così se ne andranno anche gli italiani, mi sa che c’è un’emergenza italiana”, prima di fare riferimento al presunto scandalo dei 49 milioni di euro di rimborsi della Lega. “Non si riescono a trovare. L’unica spiegazione sarebbe se Cristiano Ronaldo l’anno prossimo giocasse nella Lega. Se no non si capisce dove sono”. E poi: “Salvini è innocente, ho letto che hanno fatto dei conti, trasposizioni bancarie, hanno mandato transazioni estero su estero, cose intelligentissime e complicatissime. Quindi Salvini non dovrebbe c’entrare niente”, facendo intuire con una battuta parzialmente mal riuscita che Salvini non sarebbe intelligente.

In chiusura, Benigni ha parlato anche del Partito Democratico. “Vorrei dedicare questo premio a chi è scomparso, a quelli che soffrono e che non ci sono più. Quindi lo dedico al Pd”, ha commentato l’attore incassando gli applausi convinti del pubblico.

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