MATTEO SALVINI UMILIA ANCORA JEAN-CLAUDE JUNCKER: “GUARDATE QUESTE FOTO”. E ALLA UE: “LE MINACCE? ME NE FREGO”

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Nel mirino di Matteo Salvini ci finisce ancora Jean-Claude Juncker, il quale ha paragonato l’Italia alla Grecia dopo il varo della manovra beccandosi, in buona sostanza, dell’ubriacone dal ministro dell’Interno. Il leader della Lega rincara a Mattino Cinque: “Questo signore che molti non conoscono è il capo del governo che presiede a 500 milioni di europei e teoricamente è responsabile mio e di chiunque altro. Se andate su Google e digitate ‘Juncker sobrio’ o ‘barcollante’ troverete delle immagini abbastanza evidenti… a volte impressionanti”, picchia durissimo.

Dunque Salvini parla di manovra e sottolinea: “Abbiamo sempre detto che avremmo fatto manovra coraggiosa anche se in Europa ci avrebbero bacchettato. Le minacce dell’Europa non mi interessano e come D’Annunzio dico: me ne frego! Io penso che qualcuno vuole un’Italia in ginocchio, debole e c’è qualcuno che punta a comprare sottocosto le aziende italiane, per fare shopping di quello che ci hanno lasciato i nostri nonni ma con questo governo non ci riuscirà”.

Il vicepremier del Carroccio parla anche della minaccia-spread: “Tanti giornali non sanno come riempire le loro pagine. Noi abbiamo sempre detto che avremmo fatto una manovra coraggiosa, le minacce non mi sfiorano, è chiaro che noi puntiamo al fatto che negli anni futuri il debito e il deficit scenderanno. Quest’anno volevamo mantenere almeno una parte dei sacri impegni presi con gli italiani”.

La replica di Juncker è arrivata tramite le parole di un portavoce della commissione Ue, Alexander Winterstein: “Il rispetto e sicuramente l’affetto” del presidente della Commissione Ue, Jean Claude-Juncker, “per l’Italia e gli Italiani sono molto ben noti”. Il presidente ha trascorso la maggior parte della sua gioventù circondato da italiani e non ho bisogno di riaffermare questa sua posizione, che è molto molto chiara”, ha ricordato il portavoce, precisando poi che Juncker “non ha fatto una dichiarazione specifica sull’Italia, ma una dichiarazione generale sulla politica di coordinamento economica in Europa”.

via Libero