NATALE: DON FARINELLA CHIUDE LA CHIESA PER PROTESTA CONTRO SALVINI

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Don Farinella è il pretonzolo che ammette la bestemmia in chiesa, ma non il presepe. Un prete comunista, un po’ islamizzato, che qualche anno fa ha salutato positivamente l’iniziativa di don Prospero Bonzani, che aveva inserito una moschea nel presepe della parrocchia di via Vesuvio. Quest’anno ripete la stessa iniziativa del 2015niente messa e chiesa chiusa a Natale: è la decisione del  parroco di San Torpete, parrocchia nel cuore di Genova centro-est, per protestare contro il decreto sicurezza. Il prete pretende di lanciare un messaggio a quei cattolici che “inneggiando Salvini, uomo incolto, senza alcun senso dello Stato e del diritto, sono complici di lesa umanità e di ‘deicidio‘”.

Natale, attacca il prete nella sua newsletter, “non è più Natale cristiano: non più ‘memoria’ della nascita di Gesù, ma cinico fatto commerciale, mescolato a ripetuti riti e liturgie”. I cattolici “si accontentano colpevolmente della favoletta innocua del presepe che, tra oche, animali, mestieri, pupazzi e meccanismi d’ingegneria idraulica, fa del ‘mistero fondamentale della fede cristiana’, uno “strumento di alienazione a beneficio di bambini e adulti infantili che, pur battezzati, solo in quell’occasione entrano in una chiesa. Turisti del religioso flocloristico”.

Il clima buonista, continua don Farinella, “domina il tempo natalizio, tra babbi-natale, buoi, asini, befane e zampogne”. E i cristiani “sono complici del degrado di Natale, perche’ la memoria della nascita di Gesu’ non c’entra nulla con questo Natale, trasformato in saga paesana di abbuffate tra regali e presepi, mentre accanto ‘i poveri Cristi’ muoiono di fame e freddo in mare, nei bordelli della Libia, pagati dall’Italia, che fomenta le guerre con l’immondo commercio delle armi, da cui ricava illeciti guadagni”. Il cibo “si butta via, mentre sulle stesse strade ‘Gesu’, il migrante dei migranti’ muore di fame e di freddo”.“

Quindi “non ci resta che assumere l’unico gesto di dignita’ rimasto: la nostra coscienza opposta come bastione di obiezione totale con atto pubblico, radicale, dirompente e inequivoco: la chiesa di San Torpete in Genova restera’ chiusa perche’ per un Natale senza Cristo, un Natale senza Dio, perche’ Natale senza Uomo”. Possa la chiesa, “chiusa per fallimento, stimolare il pensiero e la riflessione dei credenti e quanti hanno coscienza”. Le celebrazioni, conclude don Farinella, riprenderanno con l’Epifania.

via ImolaOggi