ORA #SALVINI VA ALL’ATTACCO: “DIETRO LO SPREAD CI SONO SPECULATORI ALLA SOROS” 

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Billionaire George Soros speaks during the World Economic Forum in Davos, Switzerland, on Jan. 25, 2018. MUST CREDIT: Bloomberg photo by Simon Dawson

Il differenziale Btp-Bund ai massimi dal 2013. Ma il vice premier leghista non arretra: “Ci attaccano perché no siamo pronti a svendere le nostre aziende”

Scrive Il Giornale:

Non si arresta la risalita dello spread dopo che la Commissione Ue ha sollevato forti dubbi sulla manovra economica del governo gialloverde.

Il differenziale tra il bund decennale tedesco e l’omologo Btp italiano è arrivato fino a 309,8 punti, toccando così un nuovo massimo da aprile 2013, prima di raffreddarsi leggermente in zona 305 punti. “Dietro questa impennata c’è una manovra finanziaria di speculatori alla vecchia maniera, come 25 anni fa con George Soros, per comprarsi in saldo le aziende italiane – ha sostenuto Matteo Salvini – chi pensa di speculare perde tempo, a nome del governo dico che non torneremo indietro”.

non appena il governo ha pubblicato la nota di aggiornamento del Def, che fissava il rapporto deficit/Pil al 2,4% per finanziare la flat tax, l’abolizione della legge Fornero e il reddito di cittadinanza, piazza Affari è crollata sulla scia dei mal di pancia dei vertici europei. E, mentre i titoli bancari continuavano a perdere terreno, lo spread si è fatto sempre più vocino alla soglia dei 300 punti base che dovrebbe innescare una serie di automatismi finanziari che potrebbero portare al downgrade delle agenzie di rating e alla tempesta perfetta sui listini finanziari. Secondo Salvini, però, è in corso uno “scontro tra l’economia reale e l’economia virtuale, fra la vita vera e la realtà finanziaria”“Se volessi pensare male penserei che coloro che stanno agitando il fantasma dello spread lo fanno perché un’italia che torna a crescere non è un’Italia pronta a svendere le sua aziende”, ha spiegato il leader leghista ricordando, durante la conferenza stampa con Marine Le Pen, l’assalto di Soros alla lira il 16 settembre 1992. In quel “mercoledì nero il finanziere ungherese vendette sterline allo scoperto per un equivalente di più di 10 miliardi di dollari causando una perdita di valore della lira sul dollaro del 30% e guadagnando più di un 1 miliardo di dollari. Di quell’attacco alla nostra moneta, che portò l’Italia fuori dal Sistema monetario europeo, Soros non si è mai pentito. Anzi, in una recente intervista ha persino detto: “Quella fu una buona speculazione.

Nonostante il terremoto finanziario, Salvini non sembra disposto a far alcun passo indietro. Già nei giorni scorsi Luigi Di Maio aveva messo in chiaro che il governo non ha preso (né prenderà) in considerazione alcun “piano B. La manovra economica resta quella anticipata dalla nota di aggiornamento del Def. “I cittadini votano al di là dei titoli dei giornali e dello spread – ha ribadito oggi lo stesso Salvini – sono attento come vicepremier all’evoluzione dei mercati, ma il diritto al lavoro e alle pensioni viene prima”. L’obiettivo è, piuttosto, quello di andare in Europa e cambiare le regole. Da qui il piano di portare il fronte sovranista unito alle elezioni europee dell’anno prossimo. “Bisogna sostituire l’alleanza Ppe-Pse per introdurre un nostro progetto che vuole radicalmente cambiare il volto di un’Europa che è in difficoltà – ha spiegato la Le Pen – noi siamo contro l’Unione europea ma non contro l’Europa che anzi vogliamo salvare”.