RIVOLTA DEGLI IMMIGRATI: LA FRANCIA BRUCIA, MENTRE LA STAMPA LODA LA NAZIONALE MULTIETNICA

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Mischiare calcio e politica è un’operazione sempre a rischio. Tanto più se il messaggio che si vuole veicolare si schianta poi miseramente contro una realtà fatta di fuoco, fiamme e violenza.

Succede così che in Francia la stampa non perde occasione per glorificare la nazionale guidata da Deschamps, che con una serie di prestazioni di ottimo livello sembra poter sgomitare per candidarsi alla vittoria finale nel mondiale di Russia. Immancabile non poteva che arrivare il parallelismo con la tanto decantata società multietnica, viste le variegate provenienze dei calciatori dei Bleus. E qui arriva il primo problema: traslare il concetto – che si vorrebbe positivo – dalla società alle convocazioni in nazionale è corretto? Forse per la Francia (ma le deludenti prestazioni in occasione delle ultime apparizioni ai campionati del mondo non depongono a favore), non per la Germania, nazionale anch’essa multietnica miseramente eliminata da campione in carica. Stesso discorso per altre rappresentative, mentre nazionali meno quotate – ma senza dubbio non multietniche, vedi alla voce Giappone – hanno fatto risultati storici per la loro non certamente brillante tradizione calcistica.

Insomma, il discorso non sembra proprio reggere. Tanto più se l’esaltazione della multietnicità tenta di far leva sul riscatto sociale. E’ il caso, ad esempio, di Kylian Mbappé, attaccante di origine camerunense, stella del Paris Saint-Germain e della spedizione francese in Russia. Le storie di questi giorni raccontano di un ragazzo cresciuto a Bondy, banlieu della periferia parigina che ormai, spiega Le Monde, non è più sinonimo di “violenza ed emarginazione”.

Da un giorno all’altro, una bomba sociale pronta spesso e volentieri ad esplodere diventa così la fucina della meglio gioventù calcistica transalpina. Una bellissima narrazione, non c’è che dire. La quale però fa prepotentemente a cazzotti con le vicende odierne: a Nantes i quartieri degli immigrati sono (per l’ennesima volta: gli scontri nelle banlieu sono da anni all’ordine del giorno) in rivolta – le cronache parlano di auto date alle fiamme e bombe molotv lanciate contro la Polizia – perché, nel corso in un controllo, è rimasto ucciso un ricercato di origine straniera che aveva cercato di speronare gli agenti. Forse non aveva visto i gol di Mbappé.

Nicola Mattei

L’articolo Rivolta degli immigrati: la Francia brucia, mentre la stampa loda la nazionale multietnica proviene da Il Primato Nazionale.