ROMA, IMAM CHOC: “L’ISLAM È CONQUISTA E ROMA È GIÀ CONQUISTATA. GIUSTO PERCUOTERE LE DONNE”

99

Roma, 6 apr – “L’Islam è conquista e Roma è già conquistata” dice il rassicurante vegliardo intervistato da Marianna Canè in un servizio della trasmissione di Rete 4 “Dalla vostra parte” (Rete Quattro) sull’islamismo radicale in Italia.

L’interlocutore non si ritiene affatto un radicale e non dà valore a distinzioni che nascono all’interno delle affannose ermeneutiche occidentali del fenomeno: “Non c’è islam moderato o radicale. C’è l’islam”. Un altro intervistato più giovane ribadisce cosa sia per lui essere islamico: “Mangio come mangia il Profeta, dormo come dorme il Profeta, bevo come beve il Profeta” e in questa rigidità normativa si infrangono i tentativi europei di creare un euro-islam (che ricorda un po’ le patetiche rappresentazioni dell’euro-comunismo al tempo della cortina di ferro). La giornalista chiede all’anziano capo della congrega di integralisti che si sposta di moschea in moschea per richiamare i mussulmani residenti in Italia a una perfetta adesione al vero Islam come si comporterebbe di fronte a una donna che gira in abiti un po’ troppo succinti. La risposta è schietta: “Bisogna picchiarla, non dico di ucciderla, ma comunque di farle paura affinché capisca che ha sbagliato”.

Inutile stupirsi per queste frasi. Bisogna essere ingenui o in malafede per ritenere che l’islam del terzo millennio sia quello della miliardaria per connubio Afef. In realtà ovunque la presenza mussulmana si addensi nelle metropoli occidentali il risultato è grosso modo quello espresso dagli islamici intervistati. In una banda di oscillazione più o meno ampia si manifestano comportamenti che coerentemente si ispirano a modelli fissati nell’alto medioevo mediorientale.

E tuttavia al di là delle ovvie prese di posizioni etiche colpisce nel reportage l’insistenza su Roma e sulla sua conquista anche con argomentazioni logicamente fallaci. Dice il leader della congrega: “Roma è già conquistata perché lì abbiamo la più grande moschea d’Italia e vi sono altre nove moschee. Inoltre si può girare liberamente in abiti islamici e si possono fare feste islamiche in piazza”. Elementi di costume significativi ma che logicamente non dimostrerebbero un pieno possesso della capitale. Il vegliardo islamico aggiunge una chiosa che fa riflettere: “Le braccia degli italiani sono aperte all’Islam”.

Il mussulmano medio interpreta – e come dargli torto – l’accoglienza come sottomissione, la disponibilità come riconoscimento di una superiorità del mondo valoriale islamico. E “l’Islam è conquista” oggi come nell’ottavo secolo avanti Cristo. Meglio di mille interpreti occidentali, alla Cardini, l’integralista intervistato da Rete 4 spiega l’essenza di una religione squisitamente politico-militare.

Ma perché l’enfasi su Roma e sulla sua conquista? Abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di spiegarlo in un saggio pubblicato a inizio 2018 dalle edizioni Solfanelli: “Profezie e Previsioni per il XXI secolo”. Nel saggio c’è un capitolo specifico intitolato “Roma Antiroma Terza Roma” in cui si dà ampio spazio ai detti del profeta che indicano la conquista di Roma (della “prima Roma”) come punto cruciale dell’affermazione mondiale dell’Islam.

Con fonte Il Primato Nazionale

via riscattonazionale.org