SALVINI CHIAMA, ORBÁN E KURZ RISPONDONO: SI RAFFORZA L’ASSE ANTI-IMMIGRAZIONE

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Lussemburgo, 6 giu – Qualcosa in Europa si sta muovendo. E ad agire da molla è stata senz’altro la formazione del nuovo esecutivo gialloverde. Già ieri infatti, nel discorso al Senato per ottenere la fiducia al governo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le nuove linee-guida di politica estera dell’Italia: revisione delle regole europee, lotta al «business dell’immigrazione» e avvicinamento alla Russia. Tutto ciò si deve in gran parte a Matteo Salvini, che ormai da tempo sta tessendo la sua fitta rete di relazioni internazionali: «Oggi ho avuto una telefonata cordiale con il primo ministro ungherese Viktor Orbánlavoreremo per cambiare le regole di questa Unione europea», ha detto il segretario della Lega a Fiumicino l’altro ieri.

Ma non è solo il nuovo asse Roma-Budapest a essere caldo. Tutto il fronte Visegrad, infatti, guarda con grande soddisfazione al nuovo corso italiano. Ieri, ad esempio, lo schieramento euroscettico ha ottenuto in Lussemburgo la sua prima grande vittoria alla riunione dei ministri dell’Interno dei 28 Paesi membri dell’Ue. Il tema caldissimo era la riforma del Trattato di Dublino, quello che norma le regola su accoglienza e diritto e d’asilo. Una revisione che è naufragata proprio grazie all’intervento dell’Italia, ossia il primo Paese di spessore a dare appoggio a Visegrad. Così si è espresso sul risultato il segretario di Stato belga responsabile delle migrazioni, Theo Francken: «La riforma del regolamento di Dublino è morta». Francken mette in evidenza l’opposizione dura dell’Italia, «un rifiuto più categorico che mai prima». Ed è proprio dall’Italia che Francken si aspetta «una stretta sulla migrazione. Penso che sia positivo se l’Italia inizia rifiutare i migranti sulle proprie coste, e non li lascia più entrare in Sicilia». Secondo Francken, inoltre, è necessario riprendere a fare i respingimenti: «Dal 2012 non possiamo più farli e, finché è così, la situazione continuerà ad essere caotica. Dobbiamo rimandarli indietro. Quindi dobbiamo cercare di aggirare l’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti umani. La giurisdizione dovrà seguire questa linea, perché altrimenti non ci sarà più la Corte europea. Penso che alcuni non capiscano esattamente cosa sta accadendo in Europa. La gente deve lasciare le proprie torri d’avorio e guardare la realtà».

Benché a Roma per la fiducia al Senato, ovviamente anche Matteo Salvini esulta per il risultato della riunione dei 28: «È una vittoria per noi. Avevamo una posizione contraria ed altri Paesi ci sono venuti dietro, abbiamo spaccato il fronteSignifica che non è vero che non si può incidere sulle politiche europee». In effetti, un altro endorsement importante nei confronti del nuovo esecutivo è venuto dall’Austria del giovane Sebastian Kurz, il quale ha definito l’Italia «un alleato forte» sulla questione immigratoria. L’Austria peraltro svolgerà a breve un ruolo fondamentale in seno all’Ue: da settembre, infatti, la presidenza spetterà proprio a lei. E il ministro dell’Interno Herbert Kickl (in quota Fpö, il partito sovranista austriaco) ha fatto sapere che «annuncerò qualcosa come un piccola rivoluzione copernicana» sulle politiche di asilo. «Mi rallegro di qualsiasi alleato che metta gli interessi degli Stati membri europei al centro delle riflessioni», ha poi aggiunto Kickl riferendosi a Salvini e all’Italia.

Gabriele Costa

L’articolo Salvini chiama, Orbán e Kurz rispondono: si rafforza l’asse anti-immigrazioneproviene da Il Primato Nazionale.