SALVINI: “CHIESTO AD AQUARIUS DI RECUPERARE DONNE E BAMBINI, NESSUNA RISPOSTA”

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“Abbiamo chiesto all’Aquarius di permetterci di recuperare le donne e i bambini presenti a bordo, non ci è stata data risposta“.

In questa frase, pronunciata nella conferenza stampa trasmessa sulla sua pagina Facebook, sono racchiusi tutti i motivi del grande trionfo diplomatico della linea dura di Matteo Salvini. In primis ha fatto capire che alzando i toni un piano per ridistribuire le responsabilità di accoglienza sul continente è possibile. In secundis, ha ridato all’Italia quel minimo lustro nello scacchiere geopolitico nel Mediterraneo che il PD, tra il 2014 e il 2016, aveva completamente affossato barattando gli sbarchi sul territorio nazionale in cambio di tagli al debito pubblico.

È presto per trarre conclusioni di lungo periodo, ma si può quanto meno ipotizzare di porre le basi per influenzare Tunisi e La Valletta affinché non prendano iniziative a danno dei nostri interessi. In ultima analisi, scatenando l’indignazione di Gino Strada, ha scoperchiato tutti i fini mercantilistici delle ONG.

Triton, Thermis e Mare Nostrum hanno rappresentato solo una fonte di lucro per loro. Basti pensare come, dopo gli accordi di Marco Minniti, auspicavano la loro ripresa tramite denunce palesemente alterate sulle condizioni degli hotspot in Libia. Una grande inversione di tendenza. La si mantenga anche con la Sea Watch, avente 800 persone a bordo. Qui non è gradita.

via Oltre la Linea