SALVINI È DECISO: “E ORA VIA LE SANZIONI ALLA RUSSIA, SONO INUTILI E NOCIVE”

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In vista dell’atteso vertice di dopodomani a Bruxelles che affronterà la delicatissima questione degli immigrati, il ministro dell’Interno Matteo Salvini è intenzionato a portare presto in sede europea anche un altro importante punto programmatico del governo gialloverde: la sospensione delle sanzioni alla Russia. Il leader della Lega ha infatti dichiarato al canale televisivo Rossiya 24 che «l’Italia è pronta a passare dalle parole ai fatti». «Al potere è salito un governo che vuole farlo – ha spiegato Salvini – lo abbiamo promesso in campagna elettorale».

Salvini, in effetti, ha più volte insistito sulla necessità di riavvicinamento strategico e geopolitico alla Russia, tanto da aver siglato nel marzo 2017 un accordo formale di collaborazione tra la Lega e il partito di Vladimir Putin, Russia Unita. Si tratta di istanze che sono state recepite da tutto l’esecutivo e che hanno trovato nelle parole del premier Giuseppe Conte un’importante conferma. Nel suo discorso di insediamento al Senato, infatti, il presidente del Consiglio aveva ribadito che nei rapporti tra Roma e Mosca «si apre una nuova era», per poi soffermarsi sulle sanzioni alla Russia con parole molto chiare: «Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa».

Argomentando sull’opportunità di revocare le sanzioni alla Russia, che lui ritiene «inutili e nocive», Salvini non si nasconde però le difficoltà oggettive che questa impresa comporta: «Siamo pronti a passare dalle parole ai fatti, ma in Europa siamo quasi soli e siamo soli contro tutto il mondo». Senza contare le resistenze che esercita l’anima atlantista della Lega (che si contrappone a quella russofila incarnata proprio dal ministro dell’Interno), è infatti proprio in sede all’Unione europea che gli alleati scarseggiano. Eppure, nonostante tutto, i margini di manovra esistono. E dunque, visto il danno economico incontestabile che queste sanzioni creano all’Italia, sarebbe più che opportuno – dopo anni di acquiescenza dem nei confronti di Washington e Bruxelles – passare finalmente dalle parole ai fatti.

Gabriele Costa – Il Primato Nazionale