SALVINI: “L’EUROPA INTERVENGA SULLE ONG. MOSSE DA INTERESSI ECONOMICI”

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 05-07-2018 Roma Politica Viminale. Matteo Salvini incontra il vicepresidente del Consiglio di Libia Ahmed Maitig Nella foto Matteo Salvini Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 05-07-2018 Roma (Italy) Politic Ministry of the Interior. Matteo Salvini meets Libyan Council Vice-President Ahmed Maitig In the pic Matteo Salvini

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, mette nel mirino le navi umanitarie: a Innsbruck chiede all’Ue di intervenire

Salvini sferza l’Europa su tutti i fronti delle politiche migratorie. E lo fa parlando della missione Sophia, dei rimpatri, delle redistribuzioni e delle Ong.

Attaccando di petto le navi umanitarie che, ha spiegato ai colleghi, “è stato provato che abbiano interessi non solidaristici ma economici dietro al loro operato“.

Durante la riunione informale dei ministri dell’Interno Ue, a Innsbruck, il titolare del Viminale nel suo intervento ha rivolto la sua attenzione al direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. “Chiedo a lui – ha esordito Salvini – di andare avanti con quello che Frontex sta facendo e chiedo ai colleghi di rivedere le regole delle operazioni navali europee nel Mediterraneo perché se sono di contrasto all’immigrazione clandestina, contrasto sia“. Il riferimento, ovviamente, è alle polemiche di questi ultimi giorni sulle navi delle missioni Ue. Il Viminale la settimana scorsa aveva annunciato la volontà di chiudere i porti anche alle imbarcazioni di Sophia e Frontex, chiedendo ai partner europei di rivedere gli accordi che per lungo tempo (e, nei fatti, anche oggi) costringe l’Italia a far sbarcare nei suoi porti le navi militari. “Mi domando – ha detto Salvini – perché 45.000 immigrati siano arrivati in Italia con l’operazione Sophia negli ultimi anni. Non possiamo agevolare il traffico di esseri umani“.

Il discorso del ministro è stato duro, sostenuto dall’accordo raggiunto stamattina con Germania e Austria. E per impedire che gli immigrati recuperati da navi terze (Ong, mercantili, rimorchiatori…) debbano portare i profughi in Europa, il ministro dell’Interno ha chiesto all’Ue di “riconoscere i libici come porti sicuri” visto che l’Italia “sta investendo soldi in Libia“, regalando motovedette e addestrando i guardiacoste. “Dobbiamo rispettare il lavoro delle autorità libiche – è stato il ragionamento del leghista – non si può parlare di respingimenti quando bisogna collaborare con quelle autorità e ringraziare la guardia costiera per il lavoro e la protezione che sta offrendo“.

Tra le richieste del Belpaese ai colleghi europei, Salvini ha inserito anche il capitolo accordi con i Paesi extra Ue. E tra una frecciata a Junker (“Se vuole firmare entro il 2019 un accordo con la Tunisia che darebbe grandi vantaggi economici a quel Paese, la Tunisia deve firmare un accordo di riammissione dei suoi cittadini non riconosciuti come profughi“) e l’altra, ha domandato “che ogni nuovo commerciale sottoscritto con Paesi terzi preveda come clausola obbligatoria che questo Paese terzo che ha dei vantaggi dagli accordi con l’Unione europea debba sottoscrivere la riammissione dei cittadini illegalmente arrivati nel territorio europeo“.

Ma l’affondo più crudo il leader del Carroccio lo ha riservato per le navi umanitarie a cui ha precluso l’acceso ai porti nostrani. “Chiedo un intervento europeo sulle Ong – ha concluso Salvini – perché è stato provato che abbiano interessi non solidaristici ma economici dietro al loro operato. Queste sono cose che l’Italia non può fare da sola, le deve fare l’Unione europea“. Perché “l’Italia è frontiera europea e se riesce a proteggere le frontiere esterne, vuol dire che l’Europa riesce a proteggere le sue“.

via Il Giornale