SINISTRA AL DELIRIO, ATTACCA SALVINI PER IL GIACCHETTO: “LO INDOSSANO I FASCISTI”

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Leader of Lega party, Matteo Salvini, attends the Italy Cup's Final soccer match Juventus FC vs AC Milan at Olimpico stadium in Rome, Italy, 09 May 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Può diventare un caso politico un giacchetto? Sì, se a indossarlo è Matteo Salvini. Allo stadio Olimpico, durante la finale di Coppa Italia Juventus-Milan il leader delle Lega indossava il giubbetto blu con il marchio bianco Pivert in bella vista. Non un brand qualsiasi. La Pivert è di proprietà di Francesco Polacchi, uno dei responsabili di CasaPound, ed ha numerosi punti vendita in tutta Italia. I capi di abbigliamento, tutti rigorosamente made in Italy, vengono spesso utilizzati dagli attivisti del movimento di estrema destra. E proprio il fatto che sia interamente prodotto da manodopera italiana è un motivo per cui questo brand viene acquistato da chi ha a cuore l’economia italiana.

Anzaldi ha paura del giacchetto di Salvini

Immancabili le polemiche che hanno invaso i social network, con le foto di Salvini in giubetto Privert. In molti danno del “fascista” al leader della Lega, mentre qualcuno ironizza sull’ipotesi di Salvini ministro dell’Interno e interviene il deputato del Pd Michele Anzaldi che avverte il M5s sull’abbigliamento del futuro alleato di governo. «Salvini veste Casapound – scrive Anzaldi su Facebook – allo stadio indossava il giubbetto simbolo dei neofascisti, prodotto da un’azienda satellite di Cpi. Il segretario leghista manda subito un segnale al suo mondo di riferimento, mentre tratta la lista dei ministri con Di Maio. Ecco chi arriva al governo grazie al Movimento 5 stelle, proprio quel partito che qualcuno voleva farci credere fosse diventato la nuova costola della sinistra».

Di Stefano (Casapound): “Quel marchio piace a Salvini perché è made in Italy”

Ma Simone Di Stefano, leader di Casapound, parla di strumentalizzazione:  «La Pivert, l’azienda che produce il giubbotto indossato da Matteo Salvini ieri sera, è di proprietà di un nostro responsabile da anni. Ma non vedo alcun nesso politico. Quella messa in atto è assolutamente una strumentalizzazione. Alla vigilia della formazione di un governo importantissimo, l’unica cosa che sembra interessare è il giubbotto di Salvini – sottolinea Di Stefano – Che in passato ci siano stati rapporti tra noi non è un segreto: abbiamo fatto iniziativa insieme al teatro Brancaccio di Roma, sono salito sul palco insieme a lui a Piazza del Popolo di fronte a migliaia di persone”. “Il brand è molto diffuso – conclude il leader di Casapound – non è ad uso esclusivo di ambienti estremisti di destra. Molti attivisti dei movimenti cosiddetti sovranisti preferiscono quel marchio perché completamente made in Italy».

via Secolo d’Italia