SIRI DIFENDE LA SOVRANITÀ DEL DEBITO

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Critiche pesanti da Renato Brunetta per la proposta del Sottosegretario Siri, ma l’interesse pubblico si comincia in casa

Forza Italia ci è andata giù pesante per bocca di un Renato Brunetta che pare avere perso la bussola dell’onestà intellettuale, per schierarsi tout court, contro una rideterminazione in chiave Nazionale delle sacro sante prerogative italiane.

Cos’ha detto di così scandaloso il Senatore e Sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri?: “Allora diciamo che bisogna far in modo che, per quanto riguarda il debito pubblico, le famiglie italiane, che hanno 5mila miliardi di liquidità, tornino a riprendersi quella parte del debito, pari a 780 miliardi, collocata presso investitori stranieri, che sono quelli che fanno girare la giostra dello spread.“

Ovvio, se non vogliamo più vivere sotto il fruscio degli schiaffi dei mercati finanziari che ci tengono col cappio dello spread stretto al collo – che ordinano ed ordiscono nelle segrete stanze i surplus immediati di Bot e Btp sul mercato secondario creando inopportuni eccessi d’offerta con conseguente impennata dei differenziali – i nostri connazionali potrebbero benissimo ritornare (tanto ne hanno di liquidità) detentori di maggioranza del loro debito. E si sa bene, che chi comanda in un Paese è chi detiene il debito pubblico.

Brunetta dovrebbe averne visione, infatti per criticare una proposta di così tanto sano e genuino buon senso, sentite come giustifica il suo sconcerto: “Sinceramente, non abbiamo creduto ai nostri occhi. Si rende conto di cos’ha dichiarato il senatore Siri? Si rende conto che un annuncio del genere, quando verrà letto dalle grandi banche d’affari della City di Londra e di Wall Street, rischia di creare un’altra perdita di fiducia nell’Italia e una conseguente svendita dei nostri titoli di Stato? (…)”

Anche noi non credevamo ai nostri occhi quando abbiamo letto tali assurdità, dette probabilmente con un eccesso di superficialità. Gli azzurri invece di patteggiare per la propria sovranità, hanno come prima preoccupazione in capo all’agenda gli scossoni che nei salotti del trading e delle speculazioni, potranno avere tali decisioni. Siamo schiavi, concettualmente e legalmente, di interessi che sono esterni ai nostri, e ci arruolano come esercito gratuito in difesa dello status quo e dei profitti fatti sulla nostra pelle.

Torniamo seri, la proposta di Siri è uno shock importante al corpo dormiente della conoscenza economica, una frustata al cavallo del risveglio, forte ed impattante come la chiusura dei porti. Solo che siamo in un terreno dove c’è meno riflesso mediatico e anche meno preparazione, o perlomeno, c’è ancora molta più malafede.

La difesa del Made in Italy, delle identità, dei prodotti nostrani, è vana senza una struttura reale di difesa dei fondamentali del Paese. Se Wall Street non avesse più gli strumenti per far galoppare il nostro spread mettendo Bruxelles in condizione di imporci misure draconiane contro il nostro sistema sociale, pensionistico e fiscale, credete che staremmo meglio o peggio?

In autunno le partite di spesa verranno messe sul tavolo. Aste dedicate alle famiglie italiane ed una politica di agevolazione fiscale e remunerativa, in questa chiave, ci darà un robusto ombrello per proteggerci dalle intemperie straniere. La vera invasione la viviamo ogni giorno nelle nostre tasche.

via Il Populista