VENTIMIGLIA, IL RACKET DEI PASSEUR: MIGRANTI MINORI COSTRETTE A PROSTITUIRSI

101

Si affacia anche in Italia l’orrore del survival sex. Tradotto: migranti ragazzine che sono indotte a prostituirsi per ottenre un passaggio da qualcuno per superare la frontiera di Ventimiglia e raggiungere la Francia.

È noto, ormai, come il governo parigino abbia da tempo bloccato gli accessi agli immigrati che dall’Italia cercando di arrivare Oltralpe. Le azioni della Gendarmerie al confine sono diventate anche il fulcro di una importante polemica politica e non è mancato lo scontro tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e l’inquilino dell’Eliseo.

Secondo quanto emerge dal rapporto ‘Piccoli schiavi invisibili 2018’ prodotto da Save The Children, alcune minorenni in transito, provenienti dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa-sub-sahariana, pagano quei 50-150 euro che occorrono per assoldare un passeur con prestazioni sessuali. A volte, la prostituzione viene vista anche come unico rimedio per procacciarsi del cibo o un tetto sotto cui dormuire.

Si tratta di ragazze giovanissime e particolarmente a rischio – spiega Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – che fanno parte del flusso invisibile dei tanti minori migranti non accompagnati in transito alla frontiera nord italiana i quali, nel tentativo di ricongiungersi ai propri familiari o conoscenti in altri Paesi europei, privati della possibilità di percorrere vie sicure e legali, sono fortemente esposti a gravissimi rischi di abusi e sfruttamento, in molti casi ritrovandosi a vivere in condizioni di grande degrado e promiscuità“.

L’osservatorio di Save the Childrem ha poi portato alla luce anche altre situazioni di sfruttamento e degrado. Ci sono le ragazze migranti trasformate in prostitute da strada. Tra Abruzzo, Marche, Sardegna, Veneto e la città di Roma il progetto “Vie d’uscita” negli ultimi mesi hanno contato 1.904 vittime di sfruttamento sessuale di minore, di cui 1.744 neomaggiorenni o sedicenti tali e 160 minorenni. Tra gennaio 2017 e marzo 2018 il balzo rispetto stesso periodo dell’anno scorso è stato notevole, quando se ne contavano 1.313.

A finire nel mirino delle reti criminali sono soprattutto le nigeriane sbarcate dalle navi del Mediterraneo (8 su 10 di quelle che arrivano sono potenziali vittime) e le rumene provenienti dalle zone povere del Paese dell’Est (che rappresentano il 29% del totale).

Spesso, fa notare Save the Childeren, i criminali vanno direttamente nei Centri di accoglienza straordinaria a reclutare le ragazze nigeriane, indotte a venire in Italia con l’inganno, costrette a indebitarsi per pagare il viaggio e infine sottoposte a riti voodoo o juju. Secondo Milano “è necessario rafforzare i meccanismi di immediata identificazione le procedure di accertamento dell’età considerando che molte vittime di tratta sono indotte a dichiararsi maggiorenni. Ed è altresì fondamentale potenziare i meccanismi di referral e follow-up per le vittime di tratta presenti nei diversi sistemi di accoglienza, attraverso il rafforzamento di un approccio coordinato a livello nazionale”.

via Il Giornale